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Diritto di resistenza

Diritto di resistenza

Come fare la rivoluzione attraverso il diritto

 

 

 

Il diritto e le leggi reprimono la rivoluzione sociale o possono essere strumento di cambiamento dello status quo quando le cose non vanno bene? Nuova edizione dell'analisi di Michele Marchesiello sul rapporto fra leggi, giustizia e resistenza civile.


Dall’Antigone di Sofocle a Carola Rackete il rifiuto di obbedire alla legge ingiusta e l’obiezione di coscienza contro il potere hanno attraversato la storia dell’umanità. E il «preferirei di no» di Bartleby, lo scrivano di Melville, ha messo in dubbio certezze consolidate. Nel tempo, il diritto di resistenza è entrato persino in alcune costituzioni dopo che la carta fondamentale della rivoluzione francese del 1793 stabilì che «quando il governo viola i diritti del popolo, la ribellione è per il popolo e per ogni sua parte il più sacro dei diritti e il più indispensabile dei doveri». Ma qual è il rapporto quotidiano tra resistenza e diritto? La legge è fatta per reprimere dissenso e resistenza o può essere veicolo di cambiamento e, addirittura, di rivoluzione? Ripercorrere alcune esperienze storiche e riandare ai fondamenti di tale rapporto apre scenari interessanti e inediti.


ISBN 978-88-6579-224-7

Prezzo: 14,00 €

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Michele Marchesiello

nato a Bolzano, è cresciuto a Genova, dove si è laureato in giurisprudenza. Una vita da giudice. Oggi, lasciata la magistratura, cerca di aiutare le persone ad avere più fiducia nella giustizia e la giustizia ad avere più fiducia nelle persone. Vive e lavora, incerto, tra Genova e il Monferrato. Collabora al Secolo XIX e al giornale on line Blitzquotidiano. Il suo saggio dal titolo Politica e magistratura: la vocazione della responsabilità è uscito per l’editore Il Canneto nel 2012.
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